Pollo: dall'aia al piatto, e al «pollo» che si fa spennare

Il pollo è il giovane gallo o la gallina allevati per la carne; in senso figurato indica una persona ingenua facile da ingannare.

Il pollo è il volatile da cortile più diffuso e la carne più presente sulle tavole italiane. Ma in italiano «pollo» è anche chi si lascia ingannare facilmente: lo si «spenna» come un pollo vero. Il significato ha un risvolto affettuoso e uno decisamente scortese.

Forme e derivati

FormaParolaNota
Generemaschileil pollo
Pluralepolliregolare
Femminilela pollastragiovane femmina
Diminutivopollastro, pulcinogiovane pollo
Derivatipollaio, pollameluogo e insieme degli animali

Esempi d'uso

Parole da cortile

Dal latino *pullus*, «piccolo di animale»: la stessa radice dà «pulcino» e «pollastro». Nel cortile il gallo è il maschio adulto e la gallina la femmina adulta, mentre «pollo» designa l'animale giovane o d'allevamento, senza distinzione di sesso. Per la cucina si distingue fra pollo ruspante e pollo da batteria.

«Pollo» è sempre un insulto?

No: nel parlato scherzoso può essere affettuoso, ma indica sempre ingenuità.

Qual è la differenza tra gallina e pollo?

La gallina è la femmina adulta; il pollo è l'animale allevato per la carne.

Si dice «pollame» o «polli»?

«Pollame» è il termine collettivo per tutti i volatili da cortile.

Fonti

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