Virtù: dalla forza maschile dei Romani alla bontà morale

La virtù è una disposizione costante al bene, una qualità morale ammirevole; il termine indica anche una capacità o un potere particolare, come le virtù di una pianta.

La virtù ha cambiato significato attraverso i secoli. Per i Romani *virtus* indicava il valore del guerriero, la «qualità del *vir*», cioè dell'uomo; per i cristiani divenne la disposizione morale al bene. L'italiano conserva entrambe le anime, dalla forza alla bontà, e la parola è presente nella filosofia, nella religione e nel linguaggio quotidiano, dove si dice di una persona che ha «molte virtù» o di un rimedio che ha «virtù curative».

Forme

FormaGenere/numeroEsempio
virtùfemminile sing.la virtù
virtùfemminile plur.le virtù
virtuosoaggettivoun cittadino virtuoso
virtuosismoderivatoun virtuosismo al piano
virtualeparola vicinarealtà virtuale

Esempi in frase

Le virtù cardinali

Come si scrive il plurale di virtù?

È invariabile: «le virtù». L'accento è grave perché la parola è tronca.

Cosa significa «in virtù di»?

Equivale a «per effetto di, grazie a»: è un'espressione formale tipica di leggi e contratti.

Fonti

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