Peste: una malattia terribile e una parola per i guai

La peste è una grave malattia infettiva, causa di epidemie devastanti nella storia. In senso figurato indica un male diffuso o una persona insopportabile.

La peste è la malattia per eccellenza dei libri di storia. Ma nel linguaggio di tutti i giorni è anche un modo affettuoso, o esasperato, per descrivere un bambino terribile: «che peste!» non annuncia un'epidemia, ma una marachella. Il passaggio dal senso grave a quello scherzoso è tipico dell'italiano.

Forme e derivati

ElementoFormaEsempio
Generefemminilela peste
DerivatopestilenzaUna pestilenza.
AggettivopestiferoUn'aria pestifera.
Locuzionepeste e cornaDire peste e corna.
Locuzionepeste bubbonicaHa avuto la peste bubbonica.

Come si usa in una frase

Dalla peste alla quarantena

Dal latino *pestis*, «rovina», la parola ricorda una delle esperienze più dure dell'Europa: il Trecento e il Seicento. Dalla peste è nata anche la quarantena, legata ai quaranta giorni di isolamento imposti alle navi nei porti veneziani. Per un senso vicino si veda rovina, mentre per l'emozione collettiva è terrore.

Peste e pestilenza sono uguali?

Quasi: pestilenza è più letterario e può indicare qualsiasi epidemia grave.

Perché si dice «peste e corna»?

È un'espressione enfatica con cui si augura o si dice qualcosa di brutto, senza grande aggressività.

Fonti

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