Suono, e perché cambia in «sonoro»: il dittongo che sparisce

Il suono è ciò che l'orecchio percepisce quando un corpo vibra. In senso più ampio è ogni emissione sonora, dalla voce alla musica; viene dal latino sonus.

Il suono è la sensazione che nasce da una vibrazione dell'aria. È curioso che il dittongo *uo* compaia solo quando l'accento cade sulla sillaba: suono, ma sonoro, sonata, sonoramente. Dal latino *sonus*, la parola ha dato tutto il lessico italiano del suonare.

Forme e derivati

FormaParolaEsempio
GeneremaschileUn suono acuto.
PluralesuoniSuoni e rumori.
VerbosuonareSuonare il pianoforte.
AggettivosonoroUn film sonoro.
DerivatosonataUna sonata per violino.

Il suono in frase

Dittongo mobile: uo / o

Alcune parole italiane alternano uo sotto accento con o senza accento, e il suono ne è l'esempio più chiaro: *suono – sonoro*. Allo stesso modo funzionano buono e bontà, nuovo e novità, cuore e cordiale, fuoco e focolare. Il termine più generico, il rumore, si distingue dal suono perché è disordinato; la voce, poi, è il suono emesso dalla bocca. Il verbo *suonare* indica sia produrre un suono (suonare il campanello) sia eseguire musica.

Suono e rumore sono la stessa cosa?

No: il suono ha un andamento regolare e viene spesso associato alla musica, il rumore è irregolare e di solito fastidioso.

Perché si dice «suono» ma «sonoro»?

Perché il dittongo uo compare solo se l'accento cade su quella sillaba, mentre nei derivati l'accento si sposta e il dittongo si riduce a o.

Fonti

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