Lettore: chi legge, e non solo chi ha un libro in mano
Il lettore è la persona che legge, ma anche l'apparecchio che legge un supporto (lettore CD, lettore di codici) e, nell'università, un docente di lingua straniera.
Il lettore è una figura che ha cambiato volto nel tempo. Prima era chi apriva un libro, oggi può essere anche l'apparecchio che legge un disco o un codice a barre. La parola ha mantenuto il significato originario e ne ha guadagnati di nuovi.
- Persona che legge. *Un lettore appassionato di gialli.*
- Apparecchio. *Il lettore di schede non funziona.*
- Docente universitario di lingua. *È lettore di tedesco all'università.*
- Chi segue una rivista. *I lettori scrivono alla redazione.*
- Lettore forte (statistiche). *Per l'Istat è «lettore forte» chi legge almeno dodici libri l'anno.*
Forme
| Forma | Parola | Esempio |
|---|---|---|
| Maschile singolare | lettore | Un lettore attento. |
| Femminile singolare | lettrice | Una lettrice fedele. |
| Plurale | lettori, lettrici | I lettori del quotidiano. |
| Aggettivo | leggibile | Una grafia leggibile. |
| Famiglia | lettura, leggere | La lettura ad alta voce. |
Come si usa nella frase
- I lettori hanno scelto il libro dell'anno.Contesto editoriale.
- Ho dimenticato il lettore CD in macchina.Apparecchio.
- La nostra lettrice di spagnolo è madrelingua.Docente di lingua, femminile.
Dal latino «legere»
- Origine. Dal latino *lector*, «chi legge», da *legere*: la stessa radice di *lectio* (lezione) e *lectura* (lettura).
- Il libro. Il libro è il compagno storico del lettore, ma oggi si legge anche su schermo.
- Lettura. Se il lettore è chi legge, la lettura è l'atto di leggere e anche il suo risultato.
Come si chiama il lettore donna?
Lettrice: «una lettrice di romanzi».
Perché lettori e lettura hanno la stessa radice?
Perché derivano entrambi dal latino *legere*, «leggere, raccogliere».