Ira: la rabbia con un nome da poema
L'ira è una collera violenta e profonda. Termine elevato e letterario, rimasto nel linguaggio religioso e giuridico. Fra i sette vizi capitali è la rabbia fuori controllo.
Ira è una collera elevata a categoria morale. L'ira non è un semplice arrabbiarsi: è un impulso che travolge, e per questo la tradizione la mette fra i sette vizi capitali. Dal latino *ira*, ha dato *irato*, *irascibile*, *adirarsi* e il famoso *Dies irae*.
- Collera violenta. *Lo colse un'ira improvvisa.*
- Vizio capitale. *L'ira è uno dei sette peccati capitali.*
- Furia di una forza naturale (letterario). *L'ira del mare.*
Forme e derivati
| Forma | Parola | Esempio |
|---|---|---|
| Sostantivo | l'ira | Un'ira cieca. |
| Plurale | le ire | Le ire di tutti. |
| Aggettivo | irato | Uno sguardo irato. |
| Aggettivo | irascibile | Un uomo irascibile. |
| Verbo | adirarsi | Si adira per niente. |
Come si usa nella frase
- L'ira funesta del Pelide Achille.Verso di Vincenzo Monti: apre la sua traduzione dell'*Iliade*, «Cantami, o Diva, del Pelide Achille l'ira funesta».
- Sfogò la sua ira sulla porta.Registro formale; in un parlato corrente si direbbe *rabbia*.
- Ha scatenato le ire del pubblico.Plurale *ire*, solo in registro alto e giornalistico.
Ira, rabbia e collera
- Ira: letteraria, forte, spesso ha un valore morale o epico.
- Rabbia: la parola quotidiana, anche in senso fisico.
- Collera: a metà fra le due, formale ma comune.
- Dies irae: il «giorno dell'ira», sequenza latina della messa dei defunti.
Ira e rabbia sono la stessa cosa?
Sono vicine ma non uguali: ira è la parola alta, che dà a un sentimento un tono quasi morale; rabbia è quella di tutti i giorni.
Ira ha il plurale?
Sì: *le ire*, ma si usa quasi solo in senso figurato e giornalistico.