Rabbia: un'ira improvvisa e anche una malattia

La rabbia è un sentimento violento di collera, spesso improvviso e difficile da trattenere. Con lo stesso nome si indica anche una grave malattia virale trasmessa dal morso di alcuni animali.

La rabbia è la collera che sale di colpo e fa perdere la misura. Chi dice «ho una rabbia dentro» non parla soltanto di un'emozione: la stessa parola indica anche la malattia che colpisce cani e volpi. Il termine viene dal latino *rabies*, legato al verbo *rabere*, «essere furioso».

Forme e derivati

FormaParolaEsempio
GenerefemminileLa rabbia è passata.
PluralerabbieRabbie represse.
AggettivorabbiosoUn morso rabbioso.
VerboarrabbiarsiNon arrabbiarti subito.
ParticipioarrabbiatoEra molto arrabbiato.

Come si usa nella frase

Un'unica parola per due mondi

Il significato medico è il più antico. Gli antichi osservavano che gli animali colpiti diventavano aggressivi e così il nome della malattia è passato ai sentimenti umani: *rabbia* è stata prima un sintomo e poi un'emozione. Oggi il contesto basta a chiarire il senso. Per sfumature più alte esistono ira, collera e furia, che appartengono a un registro più letterario.

Rabbia e ira sono sinonimi?

Quasi: *ira* è più elevata e letteraria, *rabbia* è comune e può anche indicare rancore o dispetto.

Rabbia e arrabbiato hanno la stessa radice?

Sì, *arrabbiato* deriva da *rabbia*; da qui anche *arrabbiarsi* e *rabbioso*.

Fonti

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