Amo: un gancio per pescare e una voce del verbo amare

L'amo è il gancio metallico appuntito legato alla lenza, su cui si infila l'esca per prendere i pesci. Amo è anche la prima persona del presente di amare.

Amo è un caso di omonimia: due parole identiche per forma, senza alcuna parentela. Il pescatore ha l'amo, l'innamorato dice amo, e le due cose non hanno la stessa origine. Il gancio viene dal latino *hamus*, che aveva una h poi caduta; il verbo viene da *amare*.

Forme e derivati

FormaParolaEsempio
SingolareamoUn amo n. 8.
PluraleamiUna scatola di ami.
Verbo amareio amoAmo la montagna.
Verbo affineabboccareIl pesce abbocca all'amo.

Come si usa nella frase

Un'h perduta e una pesca di mezzo

Il latino *hamus* perse presto l'aspirazione iniziale, e così l'amo è diventato identico alla voce del verbo *amare*. Dalla stessa radice viene il francese *hameçon*, che significa proprio «amo». Chi va a pesca sa che le misure si contano al contrario: più il numero è alto, più l'amo è piccolo. In senso figurato l'amo è ciò che attira e nasconde il pericolo: *abboccare all'amo* è lasciarsi ingannare da una promessa troppo comoda.

Qual è la differenza tra amo e ami?

Amo, singolare, è il gancio da pesca o la prima persona di amare; ami è il plurale del gancio e anche la seconda persona del verbo (tu ami).

Amo è maschile?

Sì, come nome è maschile: *l'amo*, *gli ami*.

Fonti

WhatsAppXTelegramFacebook

Altre parole di 3 lettere