Brutta copia, bella copia: il copiare all'italiana

La copia è la riproduzione fedele di un originale. Nel linguaggio scolastico indica anche il testo ricopiato: «brutta copia» è la bozza, «bella copia» la versione finale.

La copia ha una caratteristica che nessun'altra parola ha. In latino, *copia* voleva dire «abbondanza»: copiare è moltiplicare, fare più esemplari di una cosa sola. Il senso originario è rimasto in «cornucopia».

Forme e derivati

FormaParolaNota
SingolarecopiaUna copia
PluralecopieLe copie
VerbocopiareFare una copia o imitare
DerivatocopioneTesto teatrale o chi copia
DerivatofotocopiaCopia fotografica

Esempi d'uso

Copia, coppia e cornucopia

L'errore più comune con copia è la doppia p: *coppia* indica due elementi, *copia* una riproduzione. Le due parole non sono imparentate. Il senso latino di «abbondanza» sopravvive in *cornucopia*, il «corno dell'abbondanza» da cui escono frutti e ricchezze. La coppia invece è un'altra parola. Per un foglio ricopiato servono la carta e un buon paio d'occhi.

Che cos'è la brutta copia?

È la prima stesura di un testo, piena di correzioni, destinata a essere ricopiata in forma definitiva, la «bella copia».

Copia e coppia si scrivono uguale?

No: copia ha una p sola e significa riproduzione; coppia ha due p e significa due elementi.

Fonti

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