Vinco: verbo di vittoria e ramo flessibile del salice
Vinco è la prima persona singolare del presente di vincere; è anche un sostantivo che indica un ramo flessibile di salice, usato per intrecciare ceste.
Vinco ha due vite. Come verbo è la prima persona di *vincere* («io vinco»); come sostantivo è il ramo sottile e flessibile del salice, con cui si intrecciano ceste e legacci. Il nome è un residuo contadino che oggi sopravvive in dizionari e testi regionali, mentre il verbo è in tutte le conversazioni sportive.
- Io vinco (v.). *Vinco la partita.*
- Ramo di salice (sost.). *Un cesto di vinchi.*
Coniugazione
| Persona | Presente | Passato remoto |
|---|---|---|
| io | vinco | vinsi |
| tu | vinci | vincesti |
| lui/lei | vince | vinse |
| noi | vinciamo | vincemmo |
| loro | vincono | vinsero |
Esempi in frase
- Se mi concentro, vinco io.Presente indicativo, prima persona.
- Il cestaio intreccia i vinchi ancora umidi.Senso rurale: plurale «vinchi».
- Ogni volta che gioco a carte, vinco.Abitudine, presente con valore ripetuto.
La c che cambia suono
In vinco la *c* è dura (/k/), mentre in *vinci* e *vince* è dolce (/tʃ/): la regola italiana vuole che davanti a *a*, *o*, *u* il suono sia duro, davanti a *e* e *i* dolce. Per questo il verbo vincere cambia pronuncia mantenendo la stessa grafia: un piccolo esempio di come la scrittura segue il suono, e non viceversa. L'aggettivo vinto è il suo participio, e lo stesso verbo si ritrova nel latino *vincere*. Come ricompensa, spesso c'è un premio.
Come si pronuncia vinco?
Si pronuncia con la *c* dura: /ˈvinko/. «Vince» e «vinci» hanno invece la *c* dolce.
Il ramo di salice si usa ancora?
Sì, nei lavori di artigianato: si chiamano anche vimini o vinchi, e servono per ceste e mobili intrecciati.