Causa e cosa: due parole nate dalla stessa radice
La causa è ciò che produce un effetto, ma anche il processo che si svolge davanti a un giudice. «A causa di» introduce il motivo di un fatto.
Causa è una parola che lavora su due fronti: la logica e il tribunale. Chi cerca la causa di un fatto cerca un perché; chi fa causa a qualcuno lo porta davanti a un giudice, e le due cose si sfiorano spesso.
- Ciò che produce un effetto. *La causa dell'incidente è la velocità.*
- Processo giudiziario. *Ha fatto causa al suo datore di lavoro.*
- Motivo o ideale. *Si batte per una buona causa.*
- «A causa di». *Il treno è in ritardo a causa della neve.*
Forme e derivati
| Forma | Parola | Nota |
|---|---|---|
| Singolare | causa | Una causa |
| Plurale | cause | Le cause del ritardo |
| Verbo | causare | Provocare |
| Derivato | causale | Che indica la causa |
| Derivato | causalità | Rapporto causa-effetto |
Esempi d'uso
- Il ritardo è dovuto a cause tecniche.Linguaggio ufficiale, tipico degli annunci in stazione.
- Ha vinto la causa per mancati pagamenti.Registro giuridico e giornalistico.
- Lo faccio per una buona causa.Uso comune: un fine nobile.
Causa e cosa
La parola causa è un cultismo: nell'italiano di tutti i giorni il latino *causa* è diventato cosa, perché «ciò che è all'origine» è passato a indicare qualsiasi oggetto. Sono quindi due forme dello stesso termine, come il francese *chose*. Anche «per colpa di» e «a causa di» sono vicini ma diversi: il primo attribuisce una colpa, il secondo spiega soltanto un motivo.
A causa di e per colpa di sono uguali?
No: «per colpa di» suggerisce una responsabilità; «a causa di» è neutro e indica soltanto il motivo.
Come si dice «effetto» in rapporto a causa?
Si parla di rapporto di causa ed effetto: la causa viene prima, l'effetto segue.