Cieco: non solo una persona, anche un vicolo

Cieco è chi non vede, ma l'aggettivo si estende a ciò che non ha uscita (vicolo cieco) o che non ragiona (fede cieca, rabbia cieca).

Cieco è un aggettivo che l'italiano usa in senso letterale e in moltissimi sensi figurati. Un vicolo cieco non ha niente di anatomico: è semplicemente una strada senza uscita, come una persona che non può vedere oltre il muro.

Forme

AspettoFormaNota
MaschileciecoUn cieco
FemminileciecaUna cieca
Pluraleciechi, ciecheCon h per il suono duro
AvverbiociecamenteSenza ragionare
Derivaticecità, accecareCondizione e azione

Esempi d'uso

Cieco o non vedente?

Per parlare di chi non vede, molti preferiscono «non vedente», formula che mette la persona prima della condizione. Cieco non è però offensivo: lo usa anche l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, l'associazione di categoria. Per chi vede poco si dice *ipovedente*. La parola viene dal latino *caecus*. Una persona senza vista è cieca; la stanza senza luce è al buio, e l'occhio ne è l'organo.

Il plurale di cieco ha la h?

Sì: «ciechi» e «cieche», per mantenere il suono duro della c.

Si può dire «cieco» o è meglio «non vedente»?

Entrambe sono corrette. «Non vedente» è più delicato e diffuso, «cieco» è usato anche dalle associazioni.

Fonti

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