Castigo: pena, punizione, e «ridendo castigat mores»

Il castigo è la pena inflitta a chi ha sbagliato, soprattutto in ambito familiare o morale. È più letterario di «punizione» e spesso porta un tono di severità o di fatalità.

Il castigo è la pena che segue a una colpa: un genitore lo dà a un figlio, il destino lo dà a chi si è comportato male. Un motto latino recita «ridendo castigat mores»: ridendo si correggono i costumi. Al castigo si associano la colpa e il perdono, come in *Delitto e castigo* di Dostoevskij.

Forme e derivati

FormaVoceEsempio
Generemaschileil castigo
Pluralecastighii castighi severi
Verbocastigarecastigare un colpevole
Aggettivocastigatostile castigato, sobrio
Derivatocastigamattichi mette in riga i ribelli

Castigo nelle frasi

Castigo o punizione?

I due termini si sovrappongono, ma castigo suona più morale e antico, mentre punizione è il termine neutro, anche giuridico e sportivo (il calcio di punizione). «Mettere in castigo» è tipico dell'educazione dei bambini: stare in un angolo, restare in camera. Il verbo *castigare* viene dal latino *castigare*, formato da *castus*, «puro», e *agere*, «portare»: rendere casto, correggere. Da *castigare* deriva anche l'aggettivo *castigato*, che indica uno stile sobrio e corretto, privo di eccessi. Rispetto a delitto, il castigo è la conseguenza.

Castigo e punizione hanno lo stesso valore giuridico?

No: in diritto si parla di pena o sanzione; castigo appartiene alla lingua letteraria ed educativa.

Che cos'è il castigamatti?

È una persona o un provvedimento che rimette in riga i più indisciplinati.

Fonti

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