«Addio» vuol dire «a Dio»: la storia di un saluto definitivo
Addio è un saluto che si dice partendo o separandosi, quando non si pensa di rivedersi presto. Può indicare anche la separazione stessa.
Addio è un saluto che porta con sé una nota di definitivo. La parola nasce dalla formula «a Dio ti raccomando», cioè «ti affido a Dio», ed è questo il suo senso originario di commiato. Oggi è usata nelle separazioni, nelle canzoni, nei film.
- Saluto di commiato definitivo. *Addio, amici miei!*
- Separazione stessa (nome). *Un addio difficile.*
- Congedo da un'epoca (nome). *L'addio alle armi.*
- In espressioni, festa prima delle nozze. *Addio al celibato, addio al nubilato.*
Forme e uso
| Forma | Parola | Nota |
|---|---|---|
| Interiezione | addio | Addio per sempre. |
| Nome | l'addio | Maschile. |
| Plurale | addii | Con due i. |
| Locuzione | dare l'addio | Salutare. |
| Parole vicine | arrivederci, ciao | Saluti meno definitivi. |
Esempi in frasi
- Ho detto addio alla mia vecchia casa.Nome, registro neutro.
- Addio, mia bella, addio.Verso di un canto risorgimentale.
- È stato un addio improvviso e doloroso.Registro narrativo.
Addio, arrivederci e ciao
Addio è, di solito, un saluto di separazione lunga o definitiva. Arrivederci significa invece «fino a rivederci», cioè «a presto». *Ciao* nasce dal veneziano *s-ciào*, «schiavo (vostro)»: un saluto di servitù che è diventato il più amichevole di tutti. Con un amico si dice «ciao», ma davanti a un grande amore che finisce si può dire anche addio, con il peso che questa parola porta con sé.
Il plurale di addio com'è?
Il plurale è «addii», con due i: *tanti addii*.
Addio e arrivederci sono uguali?
No: addio è definitivo o carico di emozione; arrivederci ha il tono di un rivedersi presto.