«Addio» vuol dire «a Dio»: la storia di un saluto definitivo

Addio è un saluto che si dice partendo o separandosi, quando non si pensa di rivedersi presto. Può indicare anche la separazione stessa.

Addio è un saluto che porta con sé una nota di definitivo. La parola nasce dalla formula «a Dio ti raccomando», cioè «ti affido a Dio», ed è questo il suo senso originario di commiato. Oggi è usata nelle separazioni, nelle canzoni, nei film.

Forme e uso

FormaParolaNota
InteriezioneaddioAddio per sempre.
Nomel'addioMaschile.
PluraleaddiiCon due i.
Locuzionedare l'addioSalutare.
Parole vicinearrivederci, ciaoSaluti meno definitivi.

Esempi in frasi

Addio, arrivederci e ciao

Addio è, di solito, un saluto di separazione lunga o definitiva. Arrivederci significa invece «fino a rivederci», cioè «a presto». *Ciao* nasce dal veneziano *s-ciào*, «schiavo (vostro)»: un saluto di servitù che è diventato il più amichevole di tutti. Con un amico si dice «ciao», ma davanti a un grande amore che finisce si può dire anche addio, con il peso che questa parola porta con sé.

Il plurale di addio com'è?

Il plurale è «addii», con due i: *tanti addii*.

Addio e arrivederci sono uguali?

No: addio è definitivo o carico di emozione; arrivederci ha il tono di un rivedersi presto.

Fonti

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