Volto o viso: due parole per la stessa faccia, ma non uguali
Il volto è la parte anteriore della testa, con occhi, naso e bocca. Nel linguaggio elevato indica anche l'espressione e, per estensione, l'aspetto di qualcosa.
Il volto è la parte della testa che gli altri guardano per prima. Rispetto a *viso* e *faccia*, volto ha un tono più elevato e letterario, e sa dire non solo i tratti ma anche ciò che si legge dietro di essi. Per il lessico quotidiano esistono il viso e la faccia.
- Parte anteriore della testa. *Aveva un volto stanco.*
- Espressione, aspetto. *Il volto della sofferenza.*
- Persona nota, soprattutto in tv. *È il nuovo volto del telegiornale.*
- Participio passato di volgere. *Ha volto lo sguardo altrove.*
Forme
| Aspetto | Forma | Nota |
|---|---|---|
| Genere | maschile | il volto |
| Plurale | volti | i volti |
| Sinonimo comune | viso | tono più neutro |
| Sinonimo familiare | faccia | tono colloquiale |
| Participio di volgere | volto/volta | sguardo volto al cielo |
Come si usa in una frase
- Il suo volto s'illuminò di gioia.Registro letterario o narrativo.
- A volto scoperto, senza maschera.Locuzione fissa, anche nel linguaggio giuridico.
- Il museo ha un nuovo volto.Uso figurato: aspetto, immagine.
Un caso di omonimia
Il significato di participio passato non ha nulla a che fare con la faccia. *Volto* è anche il participio di *volgere*: *ha volto lo sguardo* vuol dire che ha rivolto lo sguardo altrove. Il contesto di solito toglie ogni dubbio. L'etimologia del nome, invece, è latina: viene da *vultus*, «espressione del viso». Nella lingua antica il volto era soprattutto ciò che l'animo lasciava trasparire.
Qual è la differenza tra volto e viso?
Sono quasi sinonimi. *Volto* è più letterario e può indicare l'espressione; *viso* è più comune e descrive i lineamenti.
Si dice «un volto noto»?
Sì, è una locuzione molto usata per una persona riconoscibile, specie nello spettacolo.