Viso o faccia? Quando scegliere l'una o l'altra
Il viso è la parte anteriore della testa, dalla fronte al mento, intesa soprattutto come espressione e aspetto. È più delicato di «faccia».
Il viso è la parte del volto in cui si leggono le emozioni. «Far buon viso a cattivo gioco» vuol dire accettare con garbo una situazione sgradita, nascondendo il fastidio dietro un'espressione serena. La parola ha un tono più gentile di «faccia» ed è molto usata nella lingua scritta e nella cura della persona.
- Parte anteriore della testa. *Un viso ovale e luminoso.*
- Espressione del volto. *Aveva il viso triste.*
- Nella cosmesi e nell'estetica, la zona del volto. *Una crema per il viso.*
- In locuzioni, apparenza o atteggiamento. *A viso aperto.*
Forme e derivati
| Forma | Parola | Nota |
|---|---|---|
| Genere | maschile | Il viso. |
| Plurale | visi | Visi sorridenti. |
| Alterati | visetto, visino | Per i bambini. |
| Peggiorativo | visaccio | Un visaccio scuro. |
| Derivato | visagista | Esperto di trucco e acconciatura. |
Esempi d'uso
- Si è lavata il viso con acqua fredda.Uso quotidiano e neutro.
- Gli ha detto la verità a viso aperto.Modo di dire: con franchezza.
- Quel visino mi ricorda mia sorella.Alterato affettuoso.
Viso e faccia
- Viso. Termine delicato e in genere positivo: *un bel viso*, *il viso dei bambini*.
- Faccia. Più colloquiale e a volte più duro: *che faccia tosta*, *a faccia a faccia*.
- Volto. Registro più elevato, letterario o giornalistico.
- Viso pallido. Espressione con cui nei vecchi western si indicavano i bianchi.
Viso e faccia sono sinonimi?
Hanno significati quasi uguali, ma «viso» suona più gentile; «faccia» compare anche in espressioni forti come «faccia tosta».
Da dove viene «viso»?
Dal latino *visus*, la vista o l'aspetto: il viso è, alla lettera, ciò che si vede di una persona.