Vinto: chi perde, chi ha ottenuto e il romanzo di Verga

Vinto è il participio passato di vincere e, come aggettivo e nome, indica chi è stato sconfitto; «I vinti» è anche il ciclo di romanzi di Giovanni Verga.

Vinto gioca su un paradosso: viene da *vincere*, ma di solito indica chi ha perso. Perché il participio del verbo «vincere» è anche chi è sconfitto? Perché «vinto» è chi è stato vinto da qualcuno, mentre il vincitore è chi ha vinto. Nella grammatica è un participio passato, ma nella vita è un aggettivo carico di storia.

Forme

FormaGenere/numeroEsempio
vintomaschile sing.il vinto
vintafemminile sing.la partita vinta
vintimaschile plur.i vinti
vintefemminile plur.le battaglie vinte
vincitorederivatoil vincitore

Esempi in frase

«I Vinti» di Giovanni Verga

Il ciclo dei Vinti (*I Malavoglia*, *Mastro-don Gesualdo*) mostra le persone schiacciate dalla «fiumana del progresso». Verga voleva raccontare chi resta indietro: i vinti, appunto, non come colpevoli, ma come vittime di una corsa che non perdona. In una competizione, la parola è l'opposto di vincitore; nelle regole di grammatica, il participio concorda con il soggetto se l'ausiliare è *essere*. Il verbo di partenza è vinco, prima persona del presente.

«Vinto» e «vincitore» sono opposti?

Sì: vinto è chi ha perso, vincitore è chi ha vinto. Ma «vinto» è anche il participio di vincere: «ho vinto».

Si dice «ho vinto» o «sono vinto»?

«Ho vinto» è la forma attiva; per il senso di «sconfitto» si usa «sono stato vinto», passivo con l'ausiliare essere.

Fonti

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