Verro o verrò? Un accento e due mondi

Il verro è il maiale maschio non castrato, tenuto per la riproduzione; da non confondere con «verrò», prima persona del futuro del verbo venire.

Il verro è il maiale maschio tenuto come riproduttore. Basta un accento per cambiare mondo: «verrò», con accento grave, è il futuro di *venire* («verrò domani»), e non ha niente a che fare con la fattoria. La lingua italiana ne fa un classico caso di parole che si somigliano e che si distinguono solo per l'accento.

Forme

FormaGenere/numeroEsempio
verromaschile sing.il verro
verrimaschile plur.i verri
scrofafemminala scrofa
porcellopiccoloun porcello
verròda venireverrò presto

Esempi in frase

Un maiale con radice latina

Verro viene dal latino *verres*, «maiale maschio». La parola è rimasta nell'allevamento, mentre nella lingua comune si usa maiale, che indica genericamente l'animale. La femmina è la scrofa, il piccolo il porcellino. Il verro non va confuso con il cinghiale, che è un animale selvatico anche se imparentato.

Verro e cinghiale sono lo stesso animale?

No: il verro è il maiale domestico maschio, il cinghiale è la specie selvatica da cui discende.

Si scrive «verro» o «verrò»?

Per l'animale, «verro» senza accento; per il futuro di venire, «verrò» con accento grave sull'ultima sillaba.

Fonti

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