Rivolta: quando la protesta diventa azione
La rivolta è l'azione collettiva e violenta di chi si ribella a un'autorità. È anche il participio femminile di rivolgere.
Rivolta viene da rivoltare, cioè volgere di nuovo, capovolgere. Una rivolta non cambia necessariamente il potere: rovescia l'ordine per un momento, a volte senza riuscire a sostituirlo. In questo la differenza con la rivoluzione è netta.
- Insurrezione contro un'autorità. *La rivolta dei contadini fu repressa.*
- Ribellione di un gruppo. *Una rivolta nel carcere.*
- Moto di indignazione interiore. *Una rivolta morale contro l'ingiustizia.*
- Participio femminile di rivolgere. *Una domanda rivolta al ministro.*
Forme e derivati
| Forma | Parola | Esempio |
|---|---|---|
| Plurale | rivolte | Le rivolte del Settecento. |
| Verbo | rivoltarsi | Si rivoltò contro i capi. |
| Aggettivo | rivoltoso | Una folla rivoltosa. |
| Persona | rivoltoso/a | I rivoltosi furono arrestati. |
| Parente stretto | ribelle | Un animo ribelle. |
Come si usa nella frase
- Nel 1799 scoppiò una rivolta nelle campagne.Registro storico; il verbo tipico è «scoppiare».
- Il testo è rivolta a tutti i cittadini.Qui è il participio di rivolgere e concorda con il soggetto.
- Lo stomaco gli si rivoltò a quella vista.Uso figurato: la rivolta fisica del disgusto.
Rivolta, rivoluzione, sommossa
- La rivolta è improvvisa e spesso circoscritta.
- La rivoluzione mira a cambiare l'ordine politico e sociale in modo duraturo.
- La sommossa è un tumulto popolare di breve durata, ancor più limitata.
- Chi si rivolta è un ribelle; in un contesto di piazza, la rissa è invece uno scontro tra singoli, senza progetto politico.
Rivolta si scrive sempre uguale?
Sì: come sostantivo è femminile e fa «rivolte» al plurale. Come participio può diventare «rivolto», «rivolti», «rivolte».
Si può dire «rivolta» per un singolo?
In senso figurato sì: «una rivolta interiore». Per un comportamento concreto si preferisce «ribellione».