Resta: il verbo «restare» e le due «reste» che pochi conoscono

Resta è la terza persona singolare (e imperativo) del verbo «restare»; come sostantivo indica la barba delle spighe o una treccia d'aglio.

Resta è soprattutto una voce del verbo «restare»: «lui resta», «resta qui!». Ma in agricoltura è anche la barba rigida della spiga di grano e, in cucina, la treccia d'aglio o di cipolle appesa in cantina. Una piccola parola che nasconde due mondi.

Forme del verbo e del nome

FormaParolaNota
Indicativo presente(lui) resta3ª persona singolare
Imperativoresta!2ª persona singolare
Nome femminilela restala barba, la treccia
Plurale del nomeresteregolare
Passato prossimoè restato / rimastoausiliare essere

Esempi d'uso

Resta e resto

Il verbo «restare» viene dal latino *restare*, «fermarsi, rimanere»: dà anche il resto, ciò che avanza. La «resta» come barba del grano deriva invece dal latino *arista*; la treccia d'aglio dal latino *restis*, «fune, treccia». Tre origini diverse si sono dunque incontrate in una sola forma. Per sapere di quale si parla, basta guardare il contesto.

«Restare» e «rimanere» sono la stessa cosa?

Sono quasi sinonimi: «restare» è più frequente al Centro-Sud e nel parlato, «rimanere» è comune in tutto il paese.

Che cos'è la «resta» del grano?

È il filamento rigido che parte da ogni spighetta del frumento o dell'orzo.

L'imperativo di «restare» è «resta» o «rimani»?

Sono entrambi corretti, rispettivamente da «restare» e «rimanere».

Fonti

WhatsAppXTelegramFacebook

Altre parole di 5 lettere