Perché: la parola che chiede, risponde e spiega
Perché è insieme una domanda («per quale motivo?»), una risposta («per il fatto che») e una congiunzione finale («affinché»); si scrive sempre con l'accento acuto.
Poche parole italiane lavorano quanto perché: con la stessa forma si chiede un motivo, si dà una spiegazione e si indica uno scopo. Nasce dall'unione di *per* e *che*, ed è la forma più usata per domandare e rispondere.
- Interrogativo, «per quale ragione?». *Perché sei in ritardo?*
- Causale, «poiché». *Resto a casa perché piove.*
- Finale, «affinché» (con il congiuntivo). *Te lo dico perché tu lo sappia.*
- Sostantivo, «il perché». *Non capisco il perché di questa scelta.*
Forme
| Uso | Esempio | Nota |
|---|---|---|
| Interrogativo | Perché non vieni? | Domanda diretta |
| Causale | Non esco perché sono stanco. | Indicativo |
| Finale | Lavora perché i figli studino. | Congiuntivo |
| Sostantivo | I perché dei bambini. | Invariabile |
| Risposta | Perché sì. | Risposta secca |
Come si usa in una frase
- Perché hai chiuso la finestra?Domanda diretta, registro neutro.
- Non è venuta perché era malata.Valore causale, con l'indicativo.
- Il bambino ha mille perché.Sostantivo invariabile: «i perché».
Perché, mai perchè
- Le parole che terminano in -ché (*perché, poiché, affinché, benché, finché, giacché, sicché*) portano sempre l'accento acuto: é.
- Scrivere «perchè» con l'accento grave è un errore molto frequente; l'accento grave si usa invece in *caffè*, *tè*, *è*.
- Prima della domanda risponde quasi sempre un motivo o una ragione, che è ciò che il perché cerca.
- Il perché sostantivo ricorda la causa di qualcosa.
Perché si scrive con l'accento acuto?
Perché la e finale è chiusa, come in tutte le parole in -ché, e l'ortografia lo segna con l'accento acuto.
«Perché» può stare da solo?
Sì: «Perché?» è una domanda completa e «Perché sì» è una risposta secca, anche se poco gentile.
Dopo perché serve il congiuntivo?
Solo quando ha valore finale («perché tu capisca»); con valore causale si usa l'indicativo.