Cosa: la parola più usata dell'italiano e i suoi trabocchetti
Cosa è il nome generico per ciò che esiste o di cui si parla; in frase interrogativa significa «che cosa?» e nell'uso parlato si accorcia in «cosa».
Cosa è una delle parole più frequenti dell'italiano proprio perché serve a tutto. Quando non si trova il nome giusto, «cosa» lo sostituisce: è il jolly della lingua. Vale sia come sostantivo sia, nell'interrogativa, come pronome.
- Oggetto o realtà generica. *Ho una cosa da dirti.*
- Fatto, avvenimento. *Che brutta cosa è successa!*
- Pronome interrogativo. *Cosa vuoi? / Cosa stai facendo?*
- Faccenda, argomento. *Sono cose che non ti riguardano.*
Forme
| Aspetto | Forma | Esempio |
|---|---|---|
| Genere | femminile | la cosa |
| Plurale | cose | le cose |
| Interrogativo | che cosa / cosa | Cosa dici? |
| Alterato | cosina, cosetta | una cosina da niente |
| Informale | coso | registro colloquiale |
Come si usa
- Che cosa hai detto?La forma piena «che cosa» è più curata di «cosa» da solo.
- Cosa c'è per cena?Nel parlato «cosa» è normalissimo, anche se alcuni puristi preferiscono «che».
- Prima di tutto, una cosa: non toccare niente.Qui è sostantivo e annuncia un punto preciso.
Un'origine latina molto concreta
- Latino *causa*: in origine «motivo, processo giudiziario», poi «ciò di cui si tratta».
- Francese *chose*: viene dallo stesso latino, quindi i due termini sono cugini.
- Usi idiomatici: «una cosa alla volta», «a cosa serve?», «cosa fatta capo ha». Nel parlato informale si sente anche coso.
È corretto scrivere «cosa» al posto di «che cosa»?
Sì, è ammesso e molto diffuso nel parlato; nello scritto formale si preferisce «che cosa» o «che».
Come si accorda?
È femminile: *la cosa strana*, *le cose belle*. Con «qualche cosa» l'accordo resta al femminile singolare.