Ago: lo strumento sottile che cuce, punge e indica

L'ago è un sottile strumento di metallo appuntito, con una cruna per il filo, usato per cucire. Per estensione indica anche l'indicatore di uno strumento e la foglia di pini e abeti.

L'ago è una delle parole più antiche del lavoro quotidiano: un filo di metallo con la punta da un lato e la cruna dall'altro. Dalla sartoria alla medicina, dalla bussola alla bilancia, l'ago è l'oggetto che unisce, indica e punge. Il nome viene dal latino *acus*, la stessa radice di *acuto* e *aguzzo*.

Forme e derivati

FormaParolaEsempio
SingolareagoUn ago molto sottile.
PluraleaghiGli aghi sono nel cestino.
Piccolo oggettoaghettoL'aghetto della stringa si è rotto.
Verbo affineagucchiarePassa le ore ad agucchiare.

Come si usa nella frase

Perché il plurale è aghi con la h

La h serve a conservare il suono duro della g: senza di essa *agi* si leggerebbe con la g dolce. Non è un caso, perché *agi* esiste già ed è il plurale di agio, parola che con il cucito non c'entra nulla: *vivere negli agi* significa vivere nelle comodità. Un'unica lettera separa dunque il pungiglione di metallo dal benessere.

Che differenza c'è tra ago e spillo?

Lo spillo ha una capocchia e serve a fissare stoffe o fogli; l'ago ha la cruna e serve a far passare il filo.

Come si scrive il plurale di ago?

Aghi, con la h davanti alla i, come in *laghi* e *draghi*.

Fonti

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