Vizio: che cosa significa, tra abitudine e difetto
Il vizio è un'abitudine dannosa o moralmente riprovevole, oppure un difetto, in senso tecnico o giuridico, che rende qualcosa non valido o non conforme.
Il vizio è una parola che passa dalla morale al diritto senza cambiare faccia. Si dice che il lupo perda il pelo ma non il vizio: la parola indica ciò che si ripete per abitudine, anche quando si sa che fa male. Il suo contrario classico è la virtù.
- Cattiva abitudine, dipendenza. *Il vizio del fumo è difficile da smettere.*
- Difetto morale o inclinazione riprovevole. *La golosità è un piccolo vizio.*
- Difetto, imperfezione in un oggetto o in un atto (lessico tecnico e giuridico). *Il contratto è nullo per vizio di forma.*
- Abitudine innocua, scherzosamente. *Leggere a letto è il mio vizio.*
Forme
| Aspetto | Forma | Nota |
|---|---|---|
| Genere | maschile | il vizio |
| Plurale | vizi | i vizi |
| Aggettivo | vizioso | un circolo vizioso |
| Verbo derivato | viziare | viziare un bambino |
| Participio | viziato | aria viziata |
Come si usa in una frase
- Ha il vizio di arrivare sempre in ritardo.Costruzione con di + infinito, molto comune nel parlato.
- Il vizio di forma ha annullato la sentenza.Registro giuridico: indica un errore nella procedura.
- Il vizio del gioco rovina molte famiglie.Registro più serio, vicino al linguaggio sociale e medico.
Un po' di storia e modi di dire
- Origine. Viene dal latino *vitium*, che significava già «difetto, colpa»; la stessa radice è dietro all'inglese *vice*.
- Circolo vizioso. Situazione in cui ogni effetto peggiora la causa; il contrario è il circolo virtuoso.
- Vizi capitali. Sono sette: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia.
- Viziare. Con un bambino significa concedergli troppo; con un testo o un atto significa renderlo non valido.
Vizio e difetto sono la stessa cosa?
Non sempre. Il difetto è una mancanza o un'imperfezione; il vizio, in senso morale, implica un'abitudine che si ripete.
Che cosa significa «vizio di forma»?
Nel diritto è un errore nella forma richiesta per un atto o una sentenza, che può renderlo invalido anche se il contenuto è corretto.