La stiva: dove finiscono bagagli, merci e clandestini

La stiva è la parte interna e più bassa di una nave, o di un aereo, riservata al carico. Nel linguaggio agricolo antico indicava anche il manico dell'aratro.

La stiva è il vano più basso e capiente di una nave, dove si ammassano merci e provviste. Chi viaggia in stiva non vede il cielo: per questo la parola evoca ciò che è nascosto, stipato, senza finestre. Oggi vale anche per gli aerei: i bagagli grandi vanno in stiva, quelli piccoli in cabina.

Forme e derivati

FormaParolaEsempio
GenerefemminileUna stiva enorme.
PluralestiveLe stive della nave.
VerbostivareStivare le merci.
DerivatostivatoreLo stivatore del porto.
Locuzionein stivaBagaglio in stiva.

Come si usa

Stiva a bordo e a terra

Il verbo stivare significa disporre un carico in modo compatto e ordinato, ed è un termine tecnico del mestiere di marinaio e di portuale. Dire che qualcosa è «stivato» vuol dire che è pigiato in uno spazio stretto, come in «viaggiare stivati come sardine». Nell'uso aeronautico la parola ha preso il posto di termini più vecchi: lo spazio sotto il pavimento della cabina di un aereo si chiama appunto stiva. Anche un tempo la stiva era il luogo più umile, sotto il ponte, dove regnava il buio.

Stiva e cabina sono la stessa cosa?

No: la cabina è il luogo dei passeggeri o dell'equipaggio, la stiva è il vano per le merci e i bagagli.

Che cosa vuol dire «stivato»?

Vuol dire sistemato in uno spazio molto stretto, quasi senza possibilità di muoversi.

Fonti

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