Stima: valutare un prezzo o apprezzare una persona?

La stima è la valutazione di quanto vale qualcosa, ma anche l'opinione positiva che si ha di qualcuno. Il verbo stimare ha entrambi i sensi, dal latino aestimare.

La stima ha due facce che sembrano lontane. Con una cifra la si calcola, con un sentimento la si prova: l'una vale «quanto costa», l'altra «quanto vale per me». Il latino *aestimare* significava «valutare, stabilire il valore», e il senso morale è nato da qui.

Forme e derivati

FormaParolaEsempio
GenerefemminileUna grande stima.
PluralestimeLe stime di crescita.
VerbostimareStimo molto Anna.
ParticipiostimatoUn professionista stimato.
DerivatoautostimaHa poca autostima.

Esempi d'uso

Stimare, apprezzare, valutare

Il verbo stimare può significare «ritenere» (*stimo che l'impresa durerà due anni*) oppure «apprezzare» (*stimo molto il suo coraggio*). Nelle lettere formali compare «Stimato Signor Rossi», formula cortese. Chi ha stima è vicino al rispetto, ma non coincide con l'affetto: si può stimare un collega senza volergli bene. Il valore economico di un bene è invece ciò che la stima determina.

Stima e autostima sono la stessa cosa?

No: la stima è rivolta agli altri, l'autostima è la valutazione che una persona ha di se stessa.

«Stimato» e «gentile» si equivalgono nelle lettere?

Non del tutto: «stimato» è più formale e usato per professionisti, «gentile» è più comune e neutro.

Fonti

WhatsAppXTelegramFacebook

Altre parole di 5 lettere