Roba: la parola jolly dell'italiano che nasce dal bottino

La roba è l'insieme di oggetti, beni o indumenti di cui si parla in modo generico; nell'uso familiare sostituisce quasi qualunque nome di cosa.

La roba è la parola che usiamo quando non vogliamo dire esattamente che cosa. Viene da una radice germanica che significava «bottino», la stessa che ha dato *rubare* e l'inglese *robe*. Da preda di guerra è diventata proprietà, poi qualunque oggetto.

Forme e derivati

AspettoFormaNota
Generefemminilela roba
Plurale—di norma non si usa
Locuzioneroba da matticosa assurda o incredibile
Peggiorativorobacciaroba di cattiva qualità
Diminutivorobettaroba da poco

Come si usa

Dalla preda al sostantivo

Verga intitolò *La roba* (1883) un racconto sulla sete di possesso del contadino Mazzarò, che trasforma ogni cosa in bene materiale. È l'uso più alto della parola. Ma c'è anche il lato oscuro: nel gergo, *roba* può indicare droghe. Nell'uso più quotidiano è un sinonimo di cosa o di oggetto. La parentela con ruba, forma del verbo rubare, ricorda le origini di preda e saccheggio.

Roba ha il plurale?

Normalmente no: è un nome di massa, come acqua o sale. Esiste «le robe» in uso toscano o regionale.

È una parola volgare?

No: è familiare ma accettata. «Robaccia» ha già una sfumatura negativa.

Fonti

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