Roba: la parola jolly dell'italiano che nasce dal bottino
La roba è l'insieme di oggetti, beni o indumenti di cui si parla in modo generico; nell'uso familiare sostituisce quasi qualunque nome di cosa.
La roba è la parola che usiamo quando non vogliamo dire esattamente che cosa. Viene da una radice germanica che significava «bottino», la stessa che ha dato *rubare* e l'inglese *robe*. Da preda di guerra è diventata proprietà, poi qualunque oggetto.
- Cose in generale. *Metti via la tua roba.*
- Beni e proprietà. *Mazzarò amava la sua roba più di ogni cosa.*
- Indumenti (uso toscano e centrale). *Prendi la roba pulita nell'armadio.*
- Sostanza non meglio specificata, anche negativa. *Che roba è questa?*
Forme e derivati
| Aspetto | Forma | Nota |
|---|---|---|
| Genere | femminile | la roba |
| Plurale | — | di norma non si usa |
| Locuzione | roba da matti | cosa assurda o incredibile |
| Peggiorativo | robaccia | roba di cattiva qualità |
| Diminutivo | robetta | roba da poco |
Come si usa
- Ho comprato un sacco di roba al mercato.Familiare, uso generico.
- Roba da matti!Esclamazione di stupore o disapprovazione.
- È roba di famiglia da generazioni.Beni ereditati; tono più serio.
Dalla preda al sostantivo
Verga intitolò *La roba* (1883) un racconto sulla sete di possesso del contadino Mazzarò, che trasforma ogni cosa in bene materiale. È l'uso più alto della parola. Ma c'è anche il lato oscuro: nel gergo, *roba* può indicare droghe. Nell'uso più quotidiano è un sinonimo di cosa o di oggetto. La parentela con ruba, forma del verbo rubare, ricorda le origini di preda e saccheggio.
Roba ha il plurale?
Normalmente no: è un nome di massa, come acqua o sale. Esiste «le robe» in uso toscano o regionale.
È una parola volgare?
No: è familiare ma accettata. «Robaccia» ha già una sfumatura negativa.