Retto: dritto, onesto e anche un tratto dell'intestino

Retto è ciò che è dritto, senza curve. In senso morale indica una persona onesta; in anatomia è l'ultimo tratto dell'intestino crasso.

Poche parole italiane passano con tanta disinvoltura dalla geometria alla morale. Retto è ciò che non devia: una linea retta, un angolo di novanta gradi, ma anche un carattere che non scende a compromessi. Deriva dal latino *rectus*, participio di *regere*, «guidare».

Genere, numero e parole vicine

FormaEsempioNota
retto (maschile)un uomo rettoSingolare
retta (femminile)una via rettaAnche sostantivo: la retta
retti, retteangoli rettiPlurale
rettitudinela rettitudine del giudiceNome astratto
rettilineoun tratto rettilineoDerivato

Esempi in contesto

Retto, retta e rette

Occhio alle omonimie. Retta è anche la linea geometrica infinita, la quota mensile pagata per una pensione o un convitto e, nell'espressione *dare retta*, l'atto di ascoltare qualcuno. Chi ti dice «dammi retta» ti sta chiedendo attenzione, non una linea. Per il senso morale i sinonimi più vicini sono onesta (onestà) e *integro*; per il senso spaziale conviene il più colloquiale dritto. Nel linguaggio giuridico e amministrativo, invece, retto vale «governato»: un ente retto da un consiglio.

Retto e dritto sono la stessa cosa?

Sul piano fisico sì, ma retto è più formale e ha anche il senso morale di onesto.

Perché si dice «dare retta»?

Retta qui è un sostantivo antico che indica l'attenzione prestata; non ha legame con la linea geometrica.

Fonti

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