Rancore: un odio che non si dimentica
Il rancore è un sentimento ostile e duraturo che si conserva verso chi ci ha fatto un torto. Differisce dalla rabbia, che è improvvisa.
Il rancore è l'odio che si accumula e non si spegne. La rabbia scoppia e passa, il rancore resta nascosto e fermenta. La parola, infatti, ha la stessa radice di *rancido*.
- Sentimento ostile e persistente. *Serbava rancore da anni.*
- Risentimento per un torto subìto. *Nessun rancore per ciò che è successo.*
- Spirito vendicativo. *Parlò con rancore.* Si veda odio e perdono.
Forme
| Aspetto | Forma | Nota |
|---|---|---|
| Genere | maschile | il rancore |
| Plurale | i rancori | poco usato |
| Aggettivo | rancoroso | pieno di rancore |
| Verbo | serbare rancore | covarlo dentro |
| Contrario | perdono | si chiude il conto |
Esempi d'uso
- Non provo rancore verso nessuno.Registro neutro, positivo.
- Il rancore tra i due fratelli durava da decenni.Tono narrativo.
- Senza rancore, ci stringiamo la mano.Formula di riconciliazione.
Dal rancido al rancore
Dal latino *rancor*, che indicava il sapore guasto di ciò che irrancidisce, poi l'amarezza dell'animo. Il rancore è il sentimento che *irrancidisce* col tempo. Da qui il verbo *irrancidire* e l'aggettivo *rancido*. Il modo di dire più frequente è *serbare rancore*; *portare rancore* è comune nel parlato.
Che differenza c'è fra rancore e rabbia?
La rabbia è un impulso che passa, il rancore è un risentimento che dura e si conserva.
Si dice «portare» o «serbare» rancore?
Entrambi. «Serbare» è più elevato, «portare» è colloquiale.
Si può avere rancore verso se stessi?
Sì, ma in genere si parla di senso di colpa o di rimorso. Il rancore guarda di solito verso qualcun altro.