Ero: imperfetto di essere e sacerdotessa del mito

Ero è la prima persona singolare dell'imperfetto di essere (io ero stanco). È anche il nome di Ero, l'amata di Leandro nel mito greco.

Ero è la voce con cui chi parla racconta da dove viene. Ero stanco, ero a casa, ero giovane: l'imperfetto di essere descrive ciò che durava, non ciò che è accaduto in un istante. È la prima persona singolare dell'imperfetto indicativo.

L'imperfetto di essere

PersonaFormaEsempio
ioeroEro in ritardo.
tueriEri a casa?
lui, leieraEra tardi.
noieravamoEravamo felici.
voieravateEravate qui.
loroeranoErano partiti.

Come si usa nella frase

Ero non è eroe

Un errore comune è scrivere *ero* quando si vuole dire eroe, o viceversa: il primo è un verbo, il secondo un sostantivo che indica chi compie un'impresa. Nel mito, Leandro nuotava ogni notte verso la torre di Ero, guidato dalla sua lampada, finché una tempesta la spense e lo condusse alla morte. Per la forma di terza persona vedi era.

Ero ha l'accento?

No, né *erò* né *èro*: non è una parola tronca e l'accento non si scrive.

Perché essere ha tante radici diverse?

È un verbo suppletivo: *ero* viene da *eram*, *fui* da una radice affine a *fio*, *stato* dal verbo *stare*.

Fonti

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