Cima, vetta, cervello: tre sensi della stessa parola

La cima è la parte più alta di un monte, di un albero o di un oggetto; in senso figurato indica una persona di grande intelligenza.

La cima è il punto più alto di qualcosa. Dal greco *kŷma*, «germoglio», la parola indicava in origine la punta tenera del cavolo: la sommità è rimasta, l'ortaggio no. Per una montagna si dice anche picco; la cima dell'albero è il suo apice, e la cima di un'impresa è il suo punto più alto.

Forme

AspettoFormaEsempio
Generefemminilela cima
PluralecimeLe cime innevate.
DiminutivocimettaLa cimetta dell'albero
Locuzionein cimaAl punto più alto
Locuzioneda cima a fondoCompletamente

Come si usa nelle frasi

Un dettaglio che pochi conoscono

Dalla stessa radice vengono «cimare» (togliere la punta alle piante), «cimiero» (l'ornamento sull'elmo) e «cimasa» (la parte alta di una cornice). Le «cime di rapa» sono i germogli della pianta, un uso che riporta al significato originario di «punta tenera».

Che differenza c'è tra cima e vetta?

«Vetta» è la sommità più alta di una montagna; «cima» può essere anche la punta di un albero o di un oggetto.

Che cosa vuol dire «essere una cima»?

Essere una persona molto intelligente o molto brava in una materia: è un'espressione colloquiale e affettuosa.

Fonti

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