Capro espiatorio: da dove viene questo capro?

Il capro è il maschio della capra, detto anche becco. Nell'uso comune si trova quasi solo nell'espressione «capro espiatorio», chi paga per le colpe altrui.

Nel parlato quotidiano il capro quasi non esiste più da solo: si dice «becco». Eppure la parola è sopravvissuta intatta in «capro espiatorio», una delle metafore più usate in politica e nel lavoro, dove indica chi viene incolpato per tutti.

Forme e derivati

FormaParolaNota
MaschilecaproIl maschio
FemminilecapraPiù comune
Pluralecapri / capreCapri anche in toponomastica
AggettivocaprinoRelativo alla capra
DerivatocapriolaDal latino capreolus, «caprioletto»

Esempi d'uso

L'origine biblica

L'espressione rimanda a un rito descritto nel Levitico: nel giorno dell'espiazione il sommo sacerdote poneva le mani su un capro, vi trasferiva simbolicamente i peccati del popolo e lo mandava a morire nel deserto. Da qui capro diventa sinonimo di chi, innocente, paga per tutti. Per animali vicini, vedi anche toro.

Capro e becco sono sinonimi?

Sì. Becco è più comune e colloquiale; capro è letterario, ma resta nell'espressione «capro espiatorio».

Perché «capriola» si lega al capro?

Perché il salto della capra, agile e imprevedibile, ha dato il nome alla capriola: dal latino *capreolus*.

Fonti

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