Bue: l'animale da lavoro e quel carro davanti ai buoi

Il bue è il maschio castrato dei bovini, usato un tempo per tirare aratri e carri. Il plurale è irregolare, buoi, e la parola compare in molti proverbi.

Il bue è l'animale che ha costruito l'agricoltura europea. Il plurale *buoi* cambia la forma della radice, una piccola irregolarità che l'italiano ha ereditato dal latino. Il latino *bos*, genitivo *bovis*, ha dato anche *bovino* e il poetico *bove*.

Forme e derivati

FormaParolaEsempio
Singolareil bueUn bue grigio.
Pluralei buoiDue paia di buoi.
Forma poeticail boveCarducci scrisse *Il bove*.
AggettivobovinoUna razza bovina.
FemminamuccaUna mucca al pascolo.

Come si usa nella frase

Un plurale che cambia vocale

Dall'accusativo latino *bovem* viene *bue*; dal plurale *boves* viene *buoi*. Non va confuso con il toro, maschio intero e riproduttore: il bue è castrato, più docile, e per questo adatto al lavoro dei campi. La femmina è la mucca.

Perché il plurale è buoi?

Perché conserva la forma del plurale latino *boves*, che sviluppa il dittongo *uo*; il singolare *bue* nasce invece dall'accusativo *bovem*.

Bue e toro sono la stessa cosa?

No: il toro è il maschio riproduttore intero; il bue è castrato e più docile, quindi adatto a tirare aratri e carri.

Fonti

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