Apice, il punto più alto: in senso proprio e figurato

L'apice è il punto più alto di qualcosa: la punta di un oggetto o, in senso figurato, il momento di massimo splendore di una carriera, di una fama, di un periodo.

L'apice è il punto più alto di una cosa, sia che si tratti di una montagna sia di una carriera. Quando qualcuno è «all'apice» del successo, di più non può salire: da lì in avanti si può solo restare o scendere. La parola ha un tono elevato e si trova spesso nei giornali.

Forme e derivati

AspettoFormaNota
Generemaschilel'apice
Pluraleapicigli apici
Aggettivoapicaleil ruolo apicale
Sinonimivertice, culmineanche cima, in senso proprio

Come si usa

Un'origine curiosa

Apice viene dal latino *apex*, che indicava la punta, ma anche il piccolo bastoncino di ulivo avvolto di lana sul berretto dei sacerdoti, i flamini. Da quel copricapo a punta il nome passò a ogni vertice. Il fatto più sorprendente è che nell'uso informatico italiano «apice» è il nome comune dell'apostrofo dritto, mentre in tipografia indica anche l'esponente in alto, come nel numero 2 di m².

Apice e apogeo sono la stessa cosa?

Quasi. Se parli della cima di un monte dici apice o vertice; apogeo è il punto di massima distanza in astronomia e, in senso figurato, il culmine; apice è più generico e indica soprattutto il vertice.

Come si scrive il plurale?

Apici, con la stessa pronuncia del singolare: l'accento cade sulla prima sillaba (À-pi-ce), non sulla seconda.

Fonti

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