Affare: da «cosa da fare» a occasione e a... «cosa»
L'affare è una faccenda, un'attività commerciale o un buon acquisto. Nel parlato vale anche «cosa», «arnese», soprattutto quando non si ricorda il nome giusto.
L'affare è una parola che dice sempre «qualcosa da fare». Viene dalla locuzione *a fare*, la stessa che ha dato il francese *affaire*: all'origine è letteralmente «cosa da compiere». Da qui deriva sia il senso di occasione vantaggiosa sia quello di faccenda, mentre il plurale affari ha una vita autonoma.
- Operazione commerciale vantaggiosa. *Questa macchina è un vero affare.*
- Faccenda, questione. *È un affare di famiglia.*
- Vicenda di rilevanza pubblica. *L'affare Dreyfus.*
- Oggetto di cui non si ricorda il nome (colloquiale). *Passami quell'affare lì.*
Forme
| Aspetto | Forma | Nota |
|---|---|---|
| Genere | maschile | l'affare |
| Plurale | affari | gli affari |
| Diminutivo | affarino | piccola faccenda |
| Formula | affare fatto | si conclude un accordo |
| Aggettivo | affarista | chi fa affari spregiudicati |
Come si usa in una frase
- Hai fatto un affare, è un prezzo bassissimo!Registro familiare, con *fare un affare*.
- Non è affar tuo.Forma troncata *affar* davanti a possessivo, tipica del parlato.
- Affare fatto!Formula con cui si conclude un'intesa.
Locuzioni utili
- Affare di Stato. Questione molto grave, o in modo ironico una cosa fatta apparire più importante.
- Affare fatto. Formula per chiudere un accordo.
- Affar tuo, affari tuoi. *Affar tuo* (singolare) vuol dire «è una tua questione»; *affari tuoi* (plurale) ha lo stesso senso, in modo più brusco.
- Origine. Da *a fare*, con la doppia *f* dovuta al raddoppiamento fonosintattico.
Affare o affari: quando si usa il plurale?
Il plurale *affari* è la forma di *attività economica*, come in *uomo d'affari*; l'*affare* singolo è il singolo accordo.
«Affare» è una parola volgare?
No, ma l'uso con il senso di «oggetto qualsiasi» è colloquiale.