Abito e abitò: un accento che cambia tutto

L'abito è il capo di vestiario, in particolare quello elegante intero. «Abito» è però anche la forma di «abitare»: io abito a Roma.

Un abito è un vestito, ma «abito» è anche il verbo con cui dici dove vivi. La stessa forma si scrive e si pronuncia allo stesso modo come nome e come verbo; basta un accento finale, «abitò», per passare al passato remoto. Il contesto decide da solo: *indosso un abito*, *abito in città*.

Forme e derivati

FormaParolaNota
GeneremaschileL'abito.
PluraleabitiAbiti da sposa.
AlteratiabitinoAbitino nero.
VerboabitareIo abito, tu abiti.
Parole vicineabitudine, abitualeDalla stessa radice.

Esempi in frasi

Dal latino habitus alle abitudini

*Abito* viene dal latino *habitus*, il modo di essere e di presentarsi, da *habere*, avere. Da questa radice vengono anche l'abitudine e l'abitazione: tutto ciò che si ha addosso o intorno diventa col tempo un modo di essere. Per un capo più comodo e meno formale si può scegliere la tuta.

Abito si scrive con l'h?

No: l'italiano ha perso l'h latina, quindi «abito» e «abitare»; la h resta solo in forme come «ho».

Che cosa significa «prendere l'abito»?

Significa entrare nella vita religiosa, perché chi diventa monaco o suora riceve l'abito dell'ordine.

Fonti

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