Abito e abitò: un accento che cambia tutto
L'abito è il capo di vestiario, in particolare quello elegante intero. «Abito» è però anche la forma di «abitare»: io abito a Roma.
Un abito è un vestito, ma «abito» è anche il verbo con cui dici dove vivi. La stessa forma si scrive e si pronuncia allo stesso modo come nome e come verbo; basta un accento finale, «abitò», per passare al passato remoto. Il contesto decide da solo: *indosso un abito*, *abito in città*.
- Capo di vestiario, soprattutto elegante. *Un abito da sera.*
- Veste di un ordine religioso. *Prendere l'abito.*
- Disposizione stabile (abito mentale). *Un abito di pensiero.*
- Forma del verbo abitare. *Io abito a Milano.*
Forme e derivati
| Forma | Parola | Nota |
|---|---|---|
| Genere | maschile | L'abito. |
| Plurale | abiti | Abiti da sposa. |
| Alterati | abitino | Abitino nero. |
| Verbo | abitare | Io abito, tu abiti. |
| Parole vicine | abitudine, abituale | Dalla stessa radice. |
Esempi in frasi
- Ha comprato un abito blu per il matrimonio.Nome, registro neutro.
- Abito a Torino da dieci anni.Verbo abitare, prima persona.
- L'abito non fa il monaco.Proverbio: l'apparenza inganna.
Dal latino habitus alle abitudini
*Abito* viene dal latino *habitus*, il modo di essere e di presentarsi, da *habere*, avere. Da questa radice vengono anche l'abitudine e l'abitazione: tutto ciò che si ha addosso o intorno diventa col tempo un modo di essere. Per un capo più comodo e meno formale si può scegliere la tuta.
Abito si scrive con l'h?
No: l'italiano ha perso l'h latina, quindi «abito» e «abitare»; la h resta solo in forme come «ho».
Che cosa significa «prendere l'abito»?
Significa entrare nella vita religiosa, perché chi diventa monaco o suora riceve l'abito dell'ordine.