Tuono: perché il tuono arriva dopo il lampo

Il tuono è il rumore forte e prolungato che segue la scarica elettrica del fulmine in un temporale; in senso figurato indica un rombo, una voce potente.

Il tuono è il suono del temporale, e ha una particolarità di scrittura che sorprende. Si dice «tuono» ma «tonare», «tonante», «intonare»: la parola è il famoso caso del *dittongo mobile*, che cade quando l'accento si sposta. Lo stesso accade con *suono / sonare*, *nuovo / novità*, *fuoco / focolare*.

Forme

FormaTipoEsempio
tuonosostantivo m.il tuono
tuonipluralei tuoni
tonareverboil cielo tona
tonanteaggettivouna voce tonante
tonitruanteaggettivoun annuncio tonitruante

Esempi in frase

Il dittongo mobile

Il dittongo mobile è una caratteristica dell'italiano che deriva dal latino: *uo* sotto accento, *o* senza accento. Per questo si scrive «tuono» ma «tonare», e il participio «tonante» non ha il dittongo. La parola deriva dal verbo latino *tonare*, «rimbombare». Vicino al tuono sta il fulmine, la scarica elettrica che lo provoca: la luce viaggia più veloce del suono, e questo spiega perché si vede prima di sentirlo.

Perché il tuono arriva dopo il lampo?

Perché la luce è molto più veloce del suono: contando i secondi tra i due, si stima la distanza del temporale.

Si può dire «tonare» senza dittongo?

Oggi si usa soprattutto «tuonare»; «tonare» è la forma più letteraria e tradizionale, ma entrambe sono corrette.

Fonti

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