Rima: il suono che chiude i versi (e rovina i litigi)

La rima è la corrispondenza di suoni tra la fine di due o più versi, a partire dall'ultima vocale accentata. Dà ritmo e musicalità a poesie e canzoni.

La rima è l'eco che un verso lascia nell'altro. Due parole rimano quando sono uguali dall'ultima vocale accentata in poi: *cuore* con *amore*, *sole* con *parole*. Per questo la parola ha segnato per secoli la distinzione tra poesia in versi e prosa.

Forme e schemi

SchemaNomeSequenza
AABBrima baciatadue versi uniti a due a due
ABABrima alternataun verso sì, uno no
ABBArima incrociata o abbracciatachiusura simmetrica
ABC ABCrima ripetutale terzine si ripetono
ABA BCBterzina incatenataschema della Divina Commedia

Come si usa

Rispondere per le rime e le sue origini

L'origine della parola è discussa: la forma italiana arriva dal provenzale *rim* e dal francese antico, forse da una radice germanica che indicava una serie ordinata. Nell'uso corrente rima ha dato anche l'espressione *rispondere per le rime*, cioè ribattere con pari decisione, e *in rima* per dire «con versi che rimano». Con il verso, la poesia e la canzone, la rima forma un insieme che ha accompagnato la cultura orale. Dante usò per la *Commedia* la terzina incatenata, schema ABA BCB.

Che differenza c'è tra rima e assonanza?

L'assonanza ripete solo le vocali dall'accento in poi; la rima richiede anche le consonanti.

Si può scrivere poesia senza rima?

Sì: è il verso sciolto o libero, molto usato nella poesia moderna.

Fonti

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