Razza: quando si usa e quando è meglio evitarla

La razza è un gruppo di individui di una stessa specie con caratteri ereditari comuni, in uso soprattutto per gli animali domestici; per gli esseri umani la parola è scientificamente superata.

La razza è il gruppo di animali o piante della stessa specie che condividono caratteri ereditari: «un cane di razza». Riferita agli esseri umani, la parola è scientificamente superata e oggi si evita: la biologia riconosce una sola specie umana. In italiano ha poi un uso figurato molto comune.

Forme e collegamenti

FormaParolaNota
Generefemminilela razza
Pluralerazzeregolare
Aggettivorazzialedi razza
Derivatirazzismoideologia discriminatoria
Locuzionedi razzadi pedigree, ottimo

Esempi d'uso

Un uso delicato

L'origine della parola è incerta: dall'italiano è passata al francese *race* e da lì alle altre lingue europee. Oggi nei testi scientifici per le persone si preferiscono «etnia», «popolo» o «origine». Per i cani e gli altri animali allevati «razza» resta invece normale e neutra; la specie è la categoria più ampia a cui appartiene. In espressioni come «che razza di» il senso è del tutto diverso e non ha a che fare con la biologia.

Si può usare «razza» per le persone?

Meglio evitarlo: la scienza non riconosce razze umane e la parola può risultare offensiva.

Che cosa vuol dire «che razza di»?

È un'espressione enfatica: «che razza di maleducato!» significa «che maleducato!».

«Razza» è anche un pesce?

Sì, la razza è un pesce cartilagineo dal corpo piatto, imparentato con lo squalo.

Fonti

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