Purezza: quando qualcosa è senza macchia
La purezza è lo stato di ciò che è puro: privo di sostanze estranee, di colpa o di impurità. Si dice dell'acqua, dei metalli e anche delle intenzioni.
La purezza è l'assenza di mescolanza. Un'acqua è pura quando non contiene nulla di estraneo, e una persona lo è quando non ha secondi fini. Nata da un aggettivo, la parola vive tra chimica, estetica e morale.
- Assenza di sostanze estranee. *La purezza dell'oro a 24 carati.*
- Limpidezza, chiarezza. *La purezza dell'aria in alta quota.*
- Innocenza, integrità morale. *Credeva nella purezza dei suoi ideali.*
- Correttezza formale. *La purezza della lingua, cara ai puristi.* Vicina a onestà e a igiene nell'idea di pulizia.
Come si forma
| Aspetto | Forma | Nota |
|---|---|---|
| Genere | femminile | la purezza |
| Plurale | le purezze | raro, solo tecnico |
| Aggettivo base | puro | pura, puri, pure |
| Superlativo | purissimo | forma regolare |
| Avverbio | puramente | in modo puro, soltanto |
Esempi d'uso
- L'azienda garantisce la purezza del prodotto.Registro commerciale, tono rassicurante.
- Ammirava la purezza di quel canto.Registro elevato e poetico.
- Ha un cuore di una purezza rara.Figurato, tono lirico.
Il suffisso -ezza
Dal latino *puritas*, ma in italiano il nome si forma con -ezza, come in *bellezza*, *tristezza*, *giovinezza*. Il suffisso trasforma un aggettivo in un nome astratto di qualità. *Purità* è un doppione letterario e antico, mentre il termine corrente è *purezza*. Dall'aggettivo si ricavano anche *purista* e *purismo*, che indicano la difesa della correttezza linguistica.
Purezza e purità sono la stessa cosa?
Quasi: purità è antico e letterario, purezza è la forma d'uso corrente.
Si usa solo per sostanze?
No. Vale anche per suoni, lingua, intenzioni e persone, in senso figurato.