Nomina: l'atto che assegna un incarico (e il verbo «nominare»)
La nomina è l'atto con cui si assegna a una persona un incarico o un ufficio. La stessa forma, con accento sulla prima sillaba, è anche la terza persona del verbo nominare.
La nomina è un atto formale. Chi riceve una nomina entra in un ruolo con effetto immediato: per questo la parola è tipica del linguaggio amministrativo, ma ha la stessa radice di «nome», perché nominare significa proprio *dare un nome*. Ne esistono però due usi, uno nominale e uno verbale.
- Atto di assegnazione. *La nomina del direttore è arrivata ieri.*
- Incarico stesso. *Ha ricevuto la nomina a giudice.*
- Verbo nominare (lui). *Il presidente nomina un ministro.*
- Citare. *Nomina sempre i suoi maestri.*
Forme e derivati
| Elemento | Forma | Nota |
|---|---|---|
| Genere | femminile | la nomina |
| Plurale | nomine | Con la «e». |
| Verbo | nominare | Assegnare o citare. |
| Participio | nominato | Ho nominato. |
| Derivato | nominativo | Il nome di una persona. |
Come si usa nella frase
- La nomina è stata firmata dal presidente.Linguaggio istituzionale.
- Il direttore nomina i responsabili di reparto.Verbo, terza persona singolare.
- Non nominarmelo più!Imperativo con pronome: «non parlarmene».
Nomina, nome e ufficio
- Il nome è ciò che identifica; nominare è usare quel nome o attribuirlo a un ruolo.
- Un ufficio è sia il luogo di lavoro sia l'incarico pubblico, e la nomina lo assegna.
- *Nomina* e *nomine* si usano molto al plurale nel linguaggio giornalistico: *le nomine del governo*.
- In latino *nomina* è il plurale di *nomen*, «nome»: è la stessa parola.
Dove cade l'accento di nomina?
Sulla prima sillaba: nòmina, sia per il sostantivo sia per il verbo. Il verbo all'infinito, invece, ha l'accento su «na»: nominàre.
Che differenza c'è tra nomina e incarico?
La nomina è l'atto che assegna, l'incarico è il compito affidato.