Dignità: il valore che nessuno dovrebbe poterci togliere

La dignità è il valore proprio di ogni persona e il rispetto che le è dovuto. Indica anche il contegno decoroso con cui qualcuno affronta le situazioni difficili.

Dignità è una parola grande, che si pronuncia di solito in momenti seri. Avere dignità non significa essere ricchi o importanti, ma non perdere il rispetto di sé nemmeno quando tutto va male. Il termine nasce dal latino *dignitas*, derivato da *dignus*, «degno».

Forme e derivati

FormaParolaNota
Generefemminile*la dignità*
Pluralele dignitàinvariabile, come tutti i nomi in -tà
Aggettivodignitoso*una vita dignitosa*
Avverbiodignitosamente*si comportò dignitosamente*
Contrarioindegnità*gesto di grande indegnità*

Dignità nella frase

Un accento che non va dimenticato

Come tutte le parole che finiscono in -tà, anche *dignità* porta l'accento grave sulla *a* finale e resta invariata al plurale: *la dignità, le dignità*. La parola compare anche nella Costituzione italiana, che all'articolo 3 afferma che tutti i cittadini hanno «pari dignità sociale». Un concetto vicino è l'onore, ma l'onore dipende spesso dallo sguardo altrui, la dignità no.

Dignità e orgoglio sono sinonimi?

No. La dignità è il rispetto di sé e degli altri; l'orgoglio può essere eccessivo e diventare superbia.

Si può scrivere «dignita» senza accento?

No: in italiano standard l'accento è obbligatorio. Senza di esso la parola sarebbe scorretta, anche se nei messaggi veloci si trova spesso omesso.

Fonti

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