Dannato: condannato all'inferno e rafforzativo di rabbia

Dannato è il participio di dannare: chi è condannato alla pena eterna. Nel parlato è un aggettivo di rabbia: questo dannato computer.

Dannato unisce teologia e sfogo. Nato come participio di *dannare*, cioè condannare alla pena eterna, oggi si usa spesso per imprecare contro un oggetto che non funziona. Il passaggio dall'inferno al computer mostra come la lingua smorzi le parole forti.

Forme di dannato

FormaParolaNota
Maschile singolaredannatoil dannato
Femminile singolaredannatala dannata
Maschile pluraledannatii dannati
Femminile pluraledannatele dannate
Verbodannaredannarsi, lui dannò

Come si usa in una frase

Dannato, maledetto, diavolo

Il dannato è per la teologia chi non può salvarsi, mentre per il parlato è un intensificatore: *un dannato imbroglione* è un imbroglione perfetto. Si usa in compagnia di altre parole forti come diavolo e inferno, che conservano un'eco religiosa. Dal latino *damnare*, la stessa radice di *danno*: chi è dannato subisce il peggior danno possibile. La parola è quindi più morbida di quanto sembri: non è una parolaccia.

Dannato è una parolaccia?

No: è un'imprecazione blanda, adatta anche a registri medi.

Che cosa significa lavorare come un dannato?

Lavorare con enorme fatica e senza sosta.

Dannato e maledetto sono sinonimi?

Spesso sì; maledetto è più forte e più comune nel parlato.

Fonti

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