Carità, per carità! Una parola dal doppio volto

La carità è l'amore disinteressato verso gli altri e, in senso concreto, l'aiuto offerto a chi ha bisogno. In molte locuzioni indica anche un favore o un rifiuto.

Pochi termini sono così carichi di storia come la carità. Per i cristiani è una delle tre virtù teologali; nel parlare comune è anche un'esclamazione che può voler dire «no» o «ti prego».

Forme e grammatica

AspettoFormaNota
Generefemminilela carità
Pluralecaritàinvariabile, perché parola tronca
Aggettivocaritatevolepieno di carità
Avverbiocaritatevolmentecon carità
OrganizzazioneCaritasdal latino caritas

Come si usa in una frase

Una virtù e un'esclamazione

La parola viene dal latino *caritas*, «affetto, stima», legato all'aggettivo *carus*, «caro». Nella dottrina cristiana è una virtù teologale, insieme alla fede e alla speranza. In forma di esclamazione, «per carità» può avere sensi opposti: «ti prego» oppure «assolutamente no». Non va confusa con la pietà, che indica compassione verso chi soffre, mentre la carità implica l'azione concreta. L'amore disinteressato resta il significato più antico.

Il plurale di carità esiste?

La parola è invariabile: la carità, le carità. Nell'uso, però, si preferisce parlare di «opere di carità».

Che cosa vuol dire «carità pelosa»?

Un gesto di generosità apparente, compiuto per interesse o per ottenere approvazione.

Fonti

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