Canale: dai canali di Marte a quelli della TV

Un canale è un corso d'acqua artificiale per la navigazione o l'irrigazione. Per estensione indica un condotto, un mezzo di comunicazione o una stazione televisiva.

Pochi termini hanno un'estensione così grande: canale indica un'opera di ingegneria idraulica, una stazione televisiva e un condotto del corpo. Il filo comune è il passaggio: qualcosa viaggia da una parte all'altra attraverso un canale.

Forme e grammatica

AspettoFormaNota
Generemaschileil canale
Pluralecanalii canali
Diminutivocanalettopiccolo canale; anche pittore veneziano
Derivatocanalizzareconvogliare in un canale
Locuzionecanale di scoloper far defluire l'acqua

Come si usa in una frase

I canali di Marte

Nel 1877 l'astronomo italiano Giovanni Schiaparelli osservò sulla superficie di Marte linee scure che chiamò *canali*, nel senso di avvallamenti naturali. Il termine fu tradotto in inglese come *canals*, opere artificiali, e alimentò l'idea di una civiltà marziana. Il fiume si forma da sé, un canale invece è costruito dall'uomo per guidare l'acqua. A Venezia, al posto delle strade, ci sono canali percorsi da gondole sotto ogni ponte.

Canale e fiume sono la stessa cosa?

No. Il fiume è un corso d'acqua naturale, il canale è una struttura artificiale costruita per irrigare, scolare o navigare.

Perché la TV ha i canali?

Perché ogni emittente trasmette su una banda di frequenza che funziona come una «via» riservata, un canale appunto.

Fonti

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