Orlo: il margine di un bicchiere, di un abisso, di una gonna

L'orlo è il bordo estremo di qualcosa, come un recipiente, un burrone o un tessuto. In sartoria indica la piega cucita al margine di un indumento.

L'orlo è il limite esterno di una cosa, e il suo uso più vivido è figurato. Stare «sull'orlo» di una crisi, di un abisso o di una risata significa essere a un solo passo dal superare il limite. Il termine viene dal latino tardo *orulus*, diminutivo di *ora*, «margine».

Forme e derivati

AspettoFormaEsempio
Generemaschilel'orlo
Pluraleorligli orli delle tende
Verboorlareorlare una gonna
Participioorlatobordo orlato
Termine vicinobordoil bordo della strada

Come si usa

Orlo e bordo: che differenza c'è?

Entrambe indicano un limite, ma *bordo* è la parola più generale (bordo può anche essere il lato di una nave), mentre l'orlo è più preciso: il margine di un recipiente o di una stoffa. Nell'uso figurato ha una sfumatura drammatica che il bordo non possiede: nessuno sta «sul bordo di una crisi». Dal verbo *orlare* derivano *orlatura* e *orlatrice*, cioè la macchina che cuce gli orli.

Orlo e bordo sono sinonimi?

In parte: l'orlo è il margine estremo, il bordo è un termine più generale; in senso figurato si dice quasi solo «sull'orlo».

Come si dice orlare un tessuto?

Si ripiega il margine e si cuce, così da evitare che si sfilacci.

Fonti

WhatsAppXTelegramFacebook

Altre parole di 4 lettere