Niente: «non faccio niente» è doppia negazione o no?
Niente è un pronome indefinito che significa «nessuna cosa»; si usa anche come avverbio e come esclamazione. Si può dire «non voglio niente» senza errore.
Niente è la parola della negazione italiana. In italiano la doppia negazione è corretta: «non voglio niente» è la forma standard, non un errore, perché *non* e *niente* si rafforzano a vicenda. L'origine è latina e abbastanza curiosa: la parola risale a un'espressione che significava «nessun essere», cioè proprio nessuna cosa, e da lì è diventata il «nulla» di ogni giorno.
- Nessuna cosa (pronome). *Non ho detto niente.*
- Per niente (avverbio). *Non è per niente facile.*
- Cosa da poco. *Un niente lo spaventa.*
- Esclamazione. *Niente da fare!*
Forme e locuzioni
| Elemento | Forma | Esempio |
|---|---|---|
| Pronome | niente | Non c'è niente. |
| Aggettivo | niente | niente zucchero |
| Locuzione | niente male | È un bel film. |
| Locuzione | di niente | Prego, di niente! |
| Sinonimo | nulla | Più formale. |
Come si usa nella frase
- Non so niente di lui.Doppia negazione standard.
- Niente paura, ci penso io.Registro colloquiale, nessun verbo.
- Per un niente si arrabbia.Sostantivo: per una piccola cosa.
Niente o nulla?
- Nulla è più formale e letterario, niente più comune.
- *Niente di che* vuol dire «non particolarmente notevole».
- Se *niente* sta dopo il verbo, davanti al verbo serve *non*: *non dico niente*; se sta prima, *non* non si mette: *niente mi turba*.
- *Il niente* è anche un concetto filosofico: il vuoto assoluto, di cui parlano da secoli i filosofi e i fisici.
- *Niente* si usa anche per chiudere un discorso: «niente, ci vediamo domani», con valore di ripresa.
È corretto dire «non faccio niente»?
Sì, la doppia negazione in italiano è una forma grammaticalmente giusta.
Niente e nulla si possono scambiare sempre?
Quasi sempre sì: nulla è più formale, niente più quotidiano.