Decenza: il minimo di dignità che ci si aspetta

La decenza è il comportamento conforme al pudore, al decoro e alle convenienze sociali. Nell'uso comune si dice di ciò che è appena accettabile.

La decenza è una virtù discreta: si nota più quando manca che quando c'è. Chi dice «abbia almeno la decenza di tacere» non chiede eleganza, ma il minimo sindacale del buon comportamento. Dal latino *decentia*, da *decere*, convenire.

Forme e derivati

FormaParolaNota
Generefemminilela decenza
Pluraledecenzeraro
Aggettivodecentedi buon livello
Avverbiodecentementein modo decoroso
Contrarioindecenzamancanza di pudore

Come si usa in una frase

Decente non significa elegante

Nel parlato *decente* ha un tono quasi ironico: un pranzo *decente* è mangiabile, non memorabile. Il significato forte resta nell'espressione *offesa alla pubblica decenza*, usata nel linguaggio giuridico e nei giornali. Con lo stesso senso di norma sociale si usa il costume, nel *buon costume*. Attenzione: la decenza non è la *decadenza*, che indica declino.

Decenza e decoro sono sinonimi?

Sono vicini: il decoro è più estetico e sociale, la decenza più morale.

Decente è sempre un elogio?

No: nel parlato quotidiano può significare solo accettabile, senza entusiasmo.

Quando si usa per decenza?

Quando si compie un gesto solo per rispetto delle convenienze, anche se non lo si sente.

Fonti

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