Decenza: il minimo di dignità che ci si aspetta
La decenza è il comportamento conforme al pudore, al decoro e alle convenienze sociali. Nell'uso comune si dice di ciò che è appena accettabile.
La decenza è una virtù discreta: si nota più quando manca che quando c'è. Chi dice «abbia almeno la decenza di tacere» non chiede eleganza, ma il minimo sindacale del buon comportamento. Dal latino *decentia*, da *decere*, convenire.
- Pudore, buona creanza. *Si vestì con decenza.*
- Minimo accettabile. *Una casa che ha una certa decenza.*
- Avere la decenza di. *Almeno abbia la decenza di scusarsi.*
- Aspetto composto. *Mantenere la decenza anche nel dolore.*
Forme e derivati
| Forma | Parola | Nota |
|---|---|---|
| Genere | femminile | la decenza |
| Plurale | decenze | raro |
| Aggettivo | decente | di buon livello |
| Avverbio | decentemente | in modo decoroso |
| Contrario | indecenza | mancanza di pudore |
Come si usa in una frase
- Non ha avuto nemmeno la decenza di rispondere.Rimprovero molto comune, registro medio.
- Un hotel con una decenza minima, ma pulito.Uso colloquiale, quasi sinonimo di accettabile.
- Per decenza, abbassa la voce.Per decenza: per rispetto delle convenienze.
Decente non significa elegante
Nel parlato *decente* ha un tono quasi ironico: un pranzo *decente* è mangiabile, non memorabile. Il significato forte resta nell'espressione *offesa alla pubblica decenza*, usata nel linguaggio giuridico e nei giornali. Con lo stesso senso di norma sociale si usa il costume, nel *buon costume*. Attenzione: la decenza non è la *decadenza*, che indica declino.
Decenza e decoro sono sinonimi?
Sono vicini: il decoro è più estetico e sociale, la decenza più morale.
Decente è sempre un elogio?
No: nel parlato quotidiano può significare solo accettabile, senza entusiasmo.
Quando si usa per decenza?
Quando si compie un gesto solo per rispetto delle convenienze, anche se non lo si sente.