Civiltà: perché l'accento è sull'ultima sillaba

La civiltà è l'insieme dei valori, delle istituzioni e delle forme di vita di un popolo o di un'epoca. Indica anche il grado di educazione e di rispetto delle regole comuni.

La civiltà è la forma che un popolo dà alla propria vita, ma anche la cortesia che usiamo con gli altri. Il plurale non cambia: una civiltà, due civiltà, perché le parole in -tà sono invariabili e accentate sull'ultima sillaba. Viene dal latino *civitas*, cioè la città, a sua volta da *civis*, «cittadino».

Forme e derivati

FormaVoceEsempio
Generefemminilela civiltà
Pluraleciviltàle civiltà antiche
Aggettivocivileun comportamento civile
Verbocivilizzareportare progresso
Derivatoincivilemaleducato

Civiltà in una frase

Perché l'accento è sull'ultima sillaba

Tutte le parole che finiscono in -tà e -tù sono *tronche*: l'accento cade sulla vocale finale e va scritto con l'accento grave (civiltà, città, virtù, gioventù). L'accento obbliga a pronunciare *civil-TÀ* e non *CI-vil-tà*. Il plurale resta uguale, e l'articolo indica il numero: *la civiltà*, *le civiltà*. In origine la parola è il latino *civilitas*, la qualità del *civis*. Lo stesso gruppo comprende popolo e cultura, termini che nel tempo si sono intrecciati con quello di civiltà. Nella grafia senza accento (*civilta*) si trova solo nelle URL e nei contesti digitali.

Come si scrive il plurale di civiltà?

Non cambia: «le civiltà».

Civiltà e cultura sono la stessa cosa?

Si sovrappongono: la cultura riguarda idee e arti, la civiltà include anche istituzioni e tecniche.

Fonti

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