Il bullo: dal quartiere al bullismo

Il bullo è chi si dà arie da duro e prevarica i più deboli. È da questa figura che deriva il bullismo, termine ormai usato anche per la rete.

Il bullo è una figura che l'italiano conosce da tempo, molto prima che si parlasse di scuola e di social. Il bullo non è forte: sembra forte solo finché trova qualcuno che non reagisce. Oggi la parola è legata soprattutto al bullismo.

Forme e derivati

FormaParolaEsempio
MaschilebulloUn bullo di periferia
Femminilebulla (raro)Più spesso: «una ragazza prepotente»
PluralebulliI bulli sono pochi, il danno è grande
DiminutivobullettoTono ironico o di scherno
DerivatobullismoIl fenomeno, anche *cyberbullismo*

Registri e usi

Bullo e bully

L'inglese *bully* e l'italiano bullo si somigliano nel senso, ma non sono la stessa parola: *bullismo* è il termine italiano per *bullying*, entrato nel lessico corrente solo in tempi recenti. Nel parlato romano «bullo» può anche indicare, con ammirazione scherzosa, un giovane sicuro di sé. Il gruppo che dà man forte al bullo ricorda un branco.

Bullo è sempre un insulto?

Di solito sì, perché indica prepotenza. Nel romanesco o tra amici può avere un tono bonario, ma fuori da quel contesto è meglio non usarlo come complimento.

Qual è la differenza tra bullo e [bruto](/dictionary/bruto)?

Il bullo prevarica per mostrarsi forte, di solito in un gruppo; il bruto è rozzo e violento per natura. Il primo è un comportamento sociale, il secondo una caratteristica della persona.

Fonti

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